mercoledì 5 ottobre 2011

Viaggio in Tibet

Alex è un mio vecchio amico, quando gli ho raccontato di avere messo on line un portal-blog dedicato ai viaggi ha subito mostrato un grande interesse ed ha deciso di inviarmi uno dei suoi racconti che parlano di luoghi esotici ed esperienze fantastiche.
Alex è un gran viaggiatore, sempre a corto di soldi perché li spende tutti per viaggiare....
Stavolta mi ha parlato del suo viaggio in Tibet.
Racconta Alex:
girando per il Tibet ci si accorge in ogni angolo che si esplora che nonostante l'invasione cinese i tibetani rimangono ostinatamente ancorati alle proprie tradizioni assolutamente arcaiche.I monasteri sono luoghi al cui esterno si trovano decine e decine di bandierine colorate, ogni colore rappresenta qualcosa di ben preciso:la terra, l'acqua, il fuoco e l'etere. I monaci appendono le bandierine a delle cordicelle per farle rimanere a contatto con gli elementi che rappresentano.Accanto a tutte queste bandierine c'è sempre la bandiera della Repubblica Popolare Cinese.Tutto il Tibet è pervaso da un senso di misticismo, ovunque vi sono mantra e monaci dediti alla preghiera.Centinaia di pellegrini raggiungono i luoghi di culto recitando i mantra che trovano attorno ai monasteri. I mantra sono scolpiti a rilievo su dei piccoli cilindri che vengono fatti ruotare, alcuni portano questi cilindri su un bastone che fanno girare mentre pregano un po come noi facciamo con il nostro rosario.I veri devoti percorrono il giro del monastero per 108 volte, che è un numero sacro a tutti i buddisti, 108 sono le scritture e di conseguenza i grani del rosario buddista.Impressionante per noi occidentali assistere alle cerimonie funebri dei buddisti tibetani, per loro il corpo è solo il contenitore dell'anima, quando si muore l'anima esce dal corpo terreno rendendo quest'ultimo ormai privo di alcun senso. Perciò i monaci tibetani fanno a pezzi il cadavere ed impastano la carne con la "tsampa", una particolare farina locale, per farne delle polpette. Tutte queste polpette vengono sparse su uno spiazzo sacro dedicato al rito funebre per farle mangiare agli avvoltoi.




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